Cartografie di Lecco

Una delle prime testimonianze dell’esistenza della città di Lecco, o almeno di un primo nucleo abitativo di essa, la troviamo sulla Tabula Peutingeriana, una primitiva rappresentazione geografica realizzata in rotoli di carta di papiro utilizzata al tempo dei romani per le consegne postali. Sulla Tabula infatti, nel percorso tra Bergamo e Brescia, l’attuale territorio lecchese, troviamo una località chiamata Leuceris, costituita da un ristretto nucleo di abitazioni. Con l’avvento della stampa si diede poi il via alla produzione di numerose nuove carte. La concezione cinquecentesca aveva una visione naturalistica del mondo; si leggono scritture latine: Lecco e “Leccum” tra il “Caledonius ed il Clarentius”, gli attuali Caldone a sud ed il Gerenzone a Nord. Il Ponte Azzone Visconti, oggi chiamato Ponte Vecchio, è “Pons Lapideus” presso Pescarenico con l’antica denominazione di “Pescarena”. Soltanto dal 1600 i cartografi iniziarono a raffigurare il territorio in modo più particolareggiato.

1520

La storia di Lecco per immagini inizia nel 1520 quando a Milano è pubblicata la seguente incisione accompagnata da un’illustrazione del fiume Adda. La stampa ritrae il re di Francia Francesco I, Sant’Ambrogio e i tecnici incaricati del progetto. Il paesaggio sullo sfondo ricorda il territorio lecchese, dove riconosciamo il lago, le montagne, il ponte e le fortificazioni della città. L’illustrazione è stata probabilmente realizzata da Carolus Pagnanus.

1577

La cartografia di Lecco inizia probabilmente con il disegno di Giovanni Antonio Piotti da Vacallo nel quale il tracciato delle mura appare ben delineato, come la stampa spiegata di seguito, a differenza di essa compare anche il fiume Fiumicella, che attraversa tutto il borgo.

1642

La pianta appare deformata con il borgo un po’ allungato, ma a nostro vantaggio va la ricchezza nei particolari tutti indicati in un’ampia legenda indicante 19 punti diversi del borgo. La carta oggi si trova alla biblioteca ambrosiana di Milano.

1687

Questa incisione è la prima immagine a stampa delle mura e del castello dell’antico borgo di Lecco. Osserviamo la forma triangolare delle mura, con la base sul lago e il vertice in alto alla via Bovara, dove si apriva la Porta Nuova. La stampa è orientata con l’Est in alto e il Nord sulla sinistra. Realizzata da Giuseppe Chafrion, costituisce un modello di riferimento per altri cartografi dei decenni successivi.

1707

Pianta schematica della fortezza di Lecco insieme a un foglio con una legenda. Nel disegno sono ben visibili il castello e la torre Viscontea, le porte di accesso al borgo, il torrione sui quali resti è stato edificato il campanile e i due rivellini.

1760

Veduta dell’antico ponte trecentesco di Lecco realizzato da Azzone Visconti. Nell’incisione possiamo notare le torri di guardia fortificate, il passaggio levatoio e la cappella votiva. Questa incisione è la prima immagine a stampa del ponte destinato a divenire uno dei protagonisti dell’iconografia di Lecco. La stampa è opera di Giulio Cesare Bianchi, incisore attivo a Milano nel 1753-80

1830

Nella pianta, vediamo rappresentate le contrade e lo sviluppo del borgo verso Milano. Questa carta della città è considerata la più bella stampa antica di Lecco.

1841

Veduta panoramica del golfo, tratta dal disegno di Giuseppe Elena, con il ponte e il Monte San Martino sullo sfondo, in secondo piano l'Isola Viscontea.

1875

Pianta che evidenzia lo sviluppo dell’antico borgo, ormai da tempo uscito dalle mura e sviluppatosi verso via Mascari e via Roma. Opera della Litografia di Augusto Peppel.

1884

La pianta evidenza il percorso delle mura dell'antico fortilizio dove sono pure indicati i nomi dei torrenti Gerenzone e Caldone.