Una delle prime testimonianze dell’esistenza della città di Lecco, o almeno di un primo nucleo abitativo di essa, la troviamo sulla Tabula Peutingeriana, una primitiva rappresentazione geografica realizzata in rotoli di carta di papiro utilizzata al tempo dei romani per le consegne postali. Sulla Tabula infatti, nel percorso tra Bergamo e Brescia, l’attuale territorio lecchese, troviamo una località chiamata Leuceris, costituita da un ristretto nucleo di abitazioni. Con l’avvento della stampa si diede poi il via alla produzione di numerose nuove carte. La concezione cinquecentesca aveva una visione naturalistica del mondo; si leggono scritture latine: Lecco e “Leccum” tra il “Caledonius ed il Clarentius”, gli attuali Caldone a sud ed il Gerenzone a Nord. Il Ponte Azzone Visconti, oggi chiamato Ponte Vecchio, è “Pons Lapideus” presso Pescarenico con l’antica denominazione di “Pescarena”. Soltanto dal 1600 i cartografi iniziarono a raffigurare il territorio in modo più particolareggiato.
La storia di Lecco per immagini inizia nel 1520 quando a Milano è pubblicata la seguente incisione accompagnata da un’illustrazione del fiume Adda. La stampa ritrae il re di Francia Francesco I, Sant’Ambrogio e i tecnici incaricati del progetto. Il paesaggio sullo sfondo ricorda il territorio lecchese, dove riconosciamo il lago, le montagne, il ponte e le fortificazioni della città. L’illustrazione è stata probabilmente realizzata da Carolus Pagnanus.
Questa incisione è la prima immagine a stampa delle mura e del castello dell’antico borgo di Lecco. Osserviamo la forma triangolare delle mura, con la base sul lago e il vertice in alto alla via Bovara, dove si apriva la Porta Nuova. La stampa è orientata con l’Est in alto e il Nord sulla sinistra. Realizzata da Giuseppe Chafrion, costituisce un modello di riferimento per altri cartografi dei decenni successivi.
Veduta dell’antico ponte trecentesco di Lecco realizzato da Azzone Visconti. Nell’incisione possiamo notare le torri di guardia fortificate, il passaggio levatoio e la cappella votiva. Questa incisione è la prima immagine a stampa del ponte destinato a divenire uno dei protagonisti dell’iconografia di Lecco. La stampa è opera di Giulio Cesare Bianchi, incisore attivo a Milano nel 1753-80